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La granita di fragole

La granita di fragole mi è stata chiesta direttamente da mia figlia e, dopo un’intensa ricerca, ieri martedì ho trovato finalemente le fragole a Milano!

Ho preso la palla al balzo anche perchè sulla granita “siciliana”, sulla patria non ci dovrebbero essere dubbi, negli ultimi tempi se ne sentono di tutti i colori.

Da una parte ci sono gli studiosi che citano fonti storiche documentate dall’altra invece, abbiamo alcuni addetti ai lavori che se ne inventano di ogni: dalle ricette scientifiche alle neo-granite alla ricotta, alla canapa provate in giro degne del peggior Nightmare (ctz.). Non ne parliamo poi,, di premi e premiati in giro per lo stivale

Per scrivere due righe, come si deve, ho dovuto interpellare nientepopodimeno che la regina delle granite Giovanna Musumeci da Randazzo (Catania) già nominata “Ambasciatrice della Granita Siciliana nel Mondo” ad Acireale dove si tiene il festivald della granita siciliana.

Granita di fragole appena versata

La granita è una preparazione semplicissima; si tratta di un liquido semi ghiacciato costituito da acqua, zucchero (saccarosio) e frutta fresca altrimenti secca o cioccolato ma anche infusi.
La miscela viene messa a gelare in modo statico senza ausilio di nessun macchinario o, altrimenti, privilegiando macchine verticali dove la granita si “tira” in base alla propria esperienza e provenienza geografica.
Ebbene si, in Sicilia ci sono infatti, due scuole di pensiero differenti:
– la scuola occidentale (Catania) dove la granita è più asciutta, quasi un sorbetto, accompagnata dalla tipica brioscia col tuppo;
– la scuola orientale (Messina) dove la granita è più acquosa, con cristalli di ghiaccio più grossolani.

Granita asciutta
Granita di fragole “tirata”

Personalmente preferisco la granita più acquosa, simile ad uno “slash” tipica anche della mia costa di Amalfi.

Granita acquosa
Granita più morbida, acquosa.

Nella granita si prega di evitare il termine bilanciamento perchè è solo lo zucchero che fa da anticongelante con percentuali che variano tra il 15% (frutta secca) al 20% (limone e caffè). A San Vito Lo Capo (Trapani) le granite sono molto più dolci, ad esempio. Ognuno può interpretare facendo leva sullo zucchero 😉

Attenzione anche alla percentuale di frutta perchè troppa farebbe diventare la granita una cremolata.

Astenersi coloro che amano quegli sciroppi gelati nei granitori, quelle macchine diaboliche presenti in costa azzurra a battaglioni con tante varianti sgargianti che per acquistarle ci vogliono gli occhiali da sole ed anche un gran coraggio!

A Roma si trova anche la grattachecca (in Sicilia la “rattata”) in spiaggia, trattasi di ghiaccio grattato con su uno sciroppo, tipicamente di matrice industriale.

In gelateria la granita si trova nei banchi a pozzetti (in carapine) a temperatura di servizio tra i -5°C ai -8°C altrimenti, in vetrina nelle vaschette, con spettacoli alle volte raccapriccianti, da farti passare la voglia di granita!

Ingredienti

420 g acqua naturale
395 g fragole fresche
180 g zucchero
5 g succo di limone

Preparazione

In un pentolino sciogli lo zucchero in acqua, raffredda velocemente aggiungi le fragole ripesa ed aggiungi l’acqua eventualmente evaporata nella prima fase.
In un frullatore a bicchiere o ad immersione, frulla bene tutto e poi, versa in gelatiera già fredda mantecando il tempo necessario per raggiungere la consistenza desiderata alla granita di fragole.

Ciononostante, consiglio di farla al 20% di zuccheri.

Un commento su “La granita di fragole”

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