Scuole di gelateria, maestri e GDPR

Scuole di gelateria, maestri e GDPR

Le scuole di gelateria prolificano oramai sull’intera penisola e finanche sulle isole, ci sono inoltre, tantissimi “maestri” che, invece di curare la propria gelateria, sono in giro ad insegnare o ad aprire gelaterie a destra e a manca.
La maggior parte di queste avrà vita breve, per vari motivi che però esulano da questo articolo.

Premesso che un investitore attento è molto più scafato e non si fa gabbare facilmente dagli imbonitori che circolano nel settore però, dispiace che molti aspiranti gelatieri o sognatori finiscano nelle “tele” di questi soggetti che vantano anni di “esperienze”.

E’ infatti evidente che la stragrande maggioranza delle persone che vogliono entrare nel settore della gelateria non inizi con l’andare a qualche fiera di settore, Sigep o MIG, ma cerchi online googolando e, soprattutto, dentro la propria bolla di Facebook vista la fatale permanenza su questo social network.
Sinceramente anche io sono uno di questi attori poichè organizzo dei corsi base dal 2013 proprio per “aprire” la mente a coloro che vogliono entrare nel settore e si affacciano, sempre e solo, nella formazione relativa alla produzione del gelato.Banchi di scuola

Gelato sempre naturale ovviamente, hai mai visto qualcuno proporre corsi di gelato artigianale con buste? Io mai!

Quest’anno ho visto coi miei occhi come “grandi maestri”, di una delle più rinomate scuole italiane, siano partecipi in qualità di tutor: mai visti e gelati dei loro allievi (frequentatori paganti dei loro corsi) pessimi senza nè capo, nè coda!

Tralascio i numerosi “maestri” che seppur dotati di una propria gelateria, che solitamente va male, preferiscono dispensare consigli gratuiti su facebook o andare in giro in Italia per laboratori; spesso sono anche pagati da qualche azienda che non si cura troppo della “brand reputation” o delle ricadute nell’associare il proprio brand con questo o quel “maestro”.
Nei gruppi litigano in continuazione, prevalentemente tra loro o, dispensando il proprio cellulare personale o consigli senza senso, col malcapitato di turno.

Ieri, invece, ho notato l’ultimo caso di celodurismo del settore, questa volta non più un gelatiere rivolto contro i suoi colleghi (un classico degli ultimi anni) ma di una scuola che si promuove (post sponsorizzato) utilizzando i corsisti “blasonati” anzi, le gelaterie selezionate nel solito articolo che parla di classifiche.Post sponsorizzato di una scuola di gelateria

Ed ecco il punto.
Il Regolamento UE 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation) relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali vieta l’uso dei dati personali per le comunicazioni commerciali senza consenso esplicito.
In questo caso, come spesso accade con le aziende che ti invitano a fare show cooking, si diventa inconsapevolmente testimonial della scuola di gelateria.
In pratica mi iscrivo al corso di gelateria, «pago» e se vinco un premio col «mio lavoro» rischio di ritrovare il «mio nome e cognome» e/o la «mia immagine» a fare da promozione alla scuola, senza averla mai autorizzata.Post di una scuola di gelateria

Dopo il celodurismo tra gelatieri, siamo forse ad una sua evoluzione? il celodurismo tra scuole di gelateria?

Scuole di gelateria, maestri e GDPR ultima modifica: 2018-06-11T09:00:23+00:00 da Jo Pistacchio

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