SIGEP 2017: Chiara Maci allo stand Bravo, come comunicare il food coi nuovi media

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Ieri tra i tanti eventi cui ho partecipato questo, in occasione dei 50 anni di attivitá allo stand della  Bravo, è quello che più sembrava interessante per i food writer addiction.
Incontro piuttosto lungo ma con scarsi contenuti differenziali, poche input per di più scontati.
A me è sembrata anche fuori contesto, un po’ spaesata sia dal contesto “gelato”, sia dalla scena condivisa col guru Bondi. D’altronde lui è così, espansivo 😉

Il tema era piuttosto “appetitoso” come fare per farsi notare, per emergere dalla normalità, per farsi scegliere…
D’altronde il gelatiere è anch’egli primadonna, soffre il vicinato ma molto di più il collega, si dibatte nel mare magnum del fenomeno che io definisco “celodurismo”: il mio gelato è più buono del tuo perché…

Chiara Maci ha cercato di spiegare o almeno ha tentato di farlo, seguendo il tema di scuola McKinsey dell’UVP (Unique Value Proposition), come comunicare il proprio gelato e con quali criteri. Fondamentalmente due, i soliti:
– territorio
– stagionalità
Sui quali sono d’accordo fino ad un certo punto, come anche riferito da Bondi che in merito al gusto fragola (continuativo) adotta la surgelazione in stagione (una tonnellata?!).

Premessa. Credo che la redditività debba essere considerata prima di tutto in un’impresa, per cui è necessario organizzarsi ed adottare una strategia coerente per soddisfare la domanda ed in particolare il proprio target di riferimento per due ragioni:
1. se il target non lo soddisfi tu lo farà qualcun altro e non è detto che possa mai ritornare sui propri passi
2. se la clientela è di tipo turistica, di passaggio, stranieri, ecc. devi proporre ciò a cui loro sono abituati se non hai una strategia di marketing o una narrazione efficace ed espansiva.

I gelati prodotti sono stati gradevoli:
– gelato mozzarella di bufala con glassa al pomodoro ed olio extravergine
– fiordilatte con zucchero mascobado
– fiordilatte al vin santo (senza uova)

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Mi è piaciuto il primo anche se un po’ dolce.
Banale il fiordilatte “colorato”
Discutibile il terzo senza tuorli ma ci sta l’interpretazione personale del gelatiere

Tornando ai contenuti, con cui è stato difficile confrontarsi per la scarsa presenza ed interazione dei gelatieri, il focus è stato principalmente comunicare visivamente con Instagram, molto seguito all’estero ma anche, bistrattato dai più, il sito web istituzionale (vera vetrina del locale).
Io ci aggiungerei la pagina facebook strumento potente e molto utile per la propria clientela ma anche per i prospect.
Anche se in serata ho ascoltato alcuni blogger parlarne male è importante capire che bisogna essere ed interagire dove sono i clienti ed in special modo il proprio target non dove “fa più figo”!

Aggiungo che oggi il 50% del traffico in Italia è mobile, per cui adeguatevi!
…e non dimenticare la local search…

SIGEP 2017: Chiara Maci allo stand Bravo, come comunicare il food coi nuovi media ultima modifica: 2017-01-22T12:00:05+00:00 da Jo Pistacchio

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