Stand più piccoli dell’anno scorso — ogni vetrina condivisa tra due gusti di due gelatieri diversi. Il format cambia, la sostanza no: c’è chi sa fare il gelato e chi è venuto a fare la figura. La pianta delle gelaterie del circuito non era disponibile, quindi mi sono limitato a ciò che era in piazza. Nessun rimpianto: c’era già abbastanza materiale per scrivere.
Gli emergenti
L’Artigiana — Laura De Angelis | Elisir
Consistenza discreta. Sapore di latte di mandorla da pasta di mandorla, profumo vago di anice stellato. Il cardamomo — quello per cui mi sono avvicinato dopo aver letto gli ingredienti, quello di cui tengo un’anfora piena — non pervenuto. Quando metti un ingrediente in lista, mettilo anche nel gelato.
Yaniv Abergel | Caffè Corsini Malawi – Mapango
Buona consistenza. Il caffè c’è, si sente, è forte. Forse penalizzato dalla base fiordilatte che ammorbidisce dove non serve. Promosso con riserva.
Roberto Benedetti | Pane e cioccolato
Scarso. Consistenza da rivedere. Sapore di pane di Altopascio variegato al cioccolato — e già così la descrizione è più generosa del prodotto. Ho avuto anche il piacere di assistere a qualche suo scambio col maestro De’ Coltelli, dove oggi lavora. Imbarazzante è la parola giusta, non la userò due volte.
Vai alla Gelateria della Musica. Prova il pane e marmellata. Capisci il come. Poi, forse, torna sui gusti arditi.
Fuori concorso
Giorgio Lombardi | Thè verde L’Oriental e mandorla di Noto
Buona consistenza sulla mandorla — meglio di quella dell’Elisir, questo va detto. Il profumo del tè verde: inesistente. Neanche lontanamente. Se chiami un gusto col tè, il tè deve esistere nel cucchiaio.
Tra i maestri
L’Ancora — Domenico Belmonte | Ricotta di bufala e noci sorrentine
Base fiordilatte con ricotta di bufala aggiunta. Delicato, con il sentore grasso del latte di bufala e le noci ben presenti. Scioglievole, buona consistenza. A me piace più intenso — violento, direi — ma il prodotto è onesto. L’anno scorso era senza variegatura: l’aggiunta non guasta.
I gusti assaggiati da Jack
La Passera | Caffè degli Artigiani
Buona consistenza. Più intenso degli altri caffè provati, sempre su base bianca. Il migliore tra i caffè in gara.
Il Ristoro dello Sciatore | Fiocco di neve con frutti di bosco
Fiordilatte con variegatura ai frutti di bosco. Base con buona consistenza. I frutti di bosco, però, sembravano finti. Non aggiungo altro.
I gusti più interessanti
Il Re Gelato | Oro verde
Ottimo fiordilatte con ottimo olio extravergine di oliva — cultivar Leccino. Molto delicato, base con la giusta consistenza. Uno di quei gusti che funzionano perché non cercano di stupire: fanno bene la cosa semplice.
Vivoli | Lemon Caviar — ideato da Simone Rugiati
Sorbetto di pesca bianca con ginger e menta, variegato al lime. Ottima consistenza. Il sapore di pesca c’è, il ginger ritorna bene alla gola, la menta non pervenuta. Il lime della variegatura fa il suo. Il problema è strutturale: quattro profumi da bilanciare, tre complementari — il traguardo non è stato raggiunto. Troppo complicato per le papille gustative comuni, e non è un complimento.
Tra gli stranieri
Bella Gelateria | Noce pecan e sciroppo d’acero
Uno dei miei preferiti. Ottima consistenza, gusto di noce ben bilanciato dal dolce dello sciroppo d’acero. Particolare, originale, materie prime tutt’altro che economiche. Il gelatiere era sempre presente allo stand — affabile, disponibile, capace di parlare coi visitatori stranieri. Dettaglio raro in questo circo.
Il migliore della giornata
Gelato Boutique — Marzia Maria Garbin | Ammapassione
Ottima consistenza, quasi scioglievole. Cioccolato intenso che pervade la bocca, rinfrescato dalla maracujà — frutto della passione — col suo profumo intenso e la sua acidità gradevolissima. Bilanciamento? Perfetto. Non c’è altro da aggiungere.
Marzia Maria Garbin, se continua così, farà strada. Se passate da San Paolo, l’indirizzo è Rua Pamplona 1021, Jardim Paulista.
La classifica. Quella vera.
- 1° Ammapassione — Gelato Boutique
- 2° Noce pecan e sciroppo d’acero — Bella Gelateria
Il resto è rumore di fondo.