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L’ottavo cerchio ed i vari Mangiafoco

In occasione della notte di San Lorenzo pubblico questo compendio dell’inutilità del gelatiere moderno che invece di preoccuparsi di attrarre i clienti in negozio predilige mettersi in mostra per far notare quanto ha più lungo il cono o se ne ha, ADDIRITTURA, tre!
Per i deboli di cuore un’avvertenza: si tratterà di “falling shit”

Negli ultimi mesi ho scoperto lo studio dei rettili per cui sto profondendo le mie energie verso altri interessi, più alti, ciononostante, ho sempre seguito con apprensione e lucidità gli eventi del mondo della gelateria artigianale ma una scintilla d’agosto (forse libanese) mi “costringe a tornare”.

Eh si, perché tutti a difendere il gelato artigianale ma da cosa e, soprattutto, da chi?
Il gelato artigianale va difeso da una decina di coglioni che spaziano nel settore da anni che andrebbero internati o lanciati via con SpaceX.

In Italia, l’attività di gelateria artigianale vive un momento difficile, dibattendosi tra continue aperture e scarsa o ridotta redditività: questa impresa, a carattere prettamente stagionale, vive malamente il diffondersi di nuove aperture che riducono i ricavi unitari (per punto vendita).
Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio profluvio di eventi, concorsi, titoli e classifiche varie dove, spesso, tanti gelatieri si sono cimentati. All’inizio c’erano gelatieri professionisti poi via, via il campo è stato preso d’assalto da sprovveduti dell’ultima ora appoggiati dal sistema (aziende e “mangiafochi”). Il carro è stato preso d’assalto malamente portandolo verso il baratro in special modo durante le fiere di settore; qui per un tozzo di pane o anche meno, anche i più sconosciuti hanno avuto un microfono con cui dire le loro quattro minchiate!

Le fiere si sono quindi, trasformate da attrattori di clienti per fare business (procacciatrici di affari) a veri e propri circhi con saltimbanchi, nani e ballerine giusto per avere qualcosa da pubblicare (gratis) sui canali social sia delle aziende, sia dei più sconosciuti gelatai che, la maggior parte delle volte, non distinguono il destrosio dallo sciroppo di glucosio ma, invece, si riempiono la bocca di numeri scambiandosi PAC sulle spalle tra i maestri-soloni del TOS.
Le prime macerie del settore hanno visto proprio i “maestri” picconare le tasche degli ignari nuovi entranti, consulenze fatte a cazzo dove l’unico impegno era sfornare le ricette poi, chissenefrega se non si riesce a vendere il gelato prodotto. Maramaldi sti maestri ma almeno che sia gelato naturale, ovviamente!

Non giovano le numerose pseudo-associazioni che nulla apportano alla categoria ma che sono dei veri e propri gruppi vacanze (e compagni di merende) che girano tra le fiere raccontandosele tra loro quando la stragrande maggioranza dei clienti se ne fotte dei loro giochini, ingredienti, gusti, vetrine, pozzetti, ecc.: abbondano i selfie ma ora li vedi anche rimpallare tra Instagram e TikTok!
Il più seguito è un’emigrato arancione, col suo ciuffo brizzolato sempre “alliccato”. Spopola tra quelli dell’ottavo cerchio!

Negli ultimi tempi è comparso anche “o mammasantissimo”, una figura mitologica conosciuta ai più che è passato dalla vendita per corrispondenza alla carta (da cesso), non pago è approdato alle nuove frontiere del marketing della pagnotta: non fa nulla senza un suo tornaconto, è il mangiafoco!

Mangiafoco

Impara ad essere fedele al padrone e traditore con gli altri, servile col titolare dell’azienda e prepotente col povero collega. Impara a scodinzolare quando lui ti offre un premio e a ruggire a comando quando un collega ti infastidisce.
Devi apprendere ad usare i sensi. Sapere quando devi far finta di non vedere e di non sentire. Devi aprire la bocca soltanto per usare la lingua al meglio delle sue funzioni. Quando parli lo fai solo per osannare il capo. Quando le cose si mettono male fatti scappare la pipì, corri nel cesso. Meglio non mettersi in situazioni imbarazzanti, potresti sbagliare. Imboscarsi al momento giusto è vitale.

D’altronde l’ottavo cerchio è sempre più affollato qualcuno che conduca la banda è d’obbligo e, poichè in Italia i vertici pullulano di inetti, anche nel settore della gelateria la regola è salva.
Nell’attuale società italiana, rigidamente bloccata, la piaggeria (per i miei lettori che capiscono solo l’italiano: il leccaculismo) vive il suo trionfo raggiungendo oramai vette inarrivabili. L’abuso d’immagine fa sì che i gelatieri moderni siano, come non mai, ossessionati dal giudizio del prossimo, al punto da attribuirvi il senso della propria identità. E’ naturale, quindi, che l’adulazione, gratificando chi la riceve renda sempre meglio accetto chi l’effettua, garantendogli favori e vantaggi: la vittoria di concorsi, ad esempio. Qui infatti, l’indipendenza di giudizio non è ammessa!

Leccaculo

Il potere è l’afrodisiaco supremo. Più che la sua effettiva conquista, però, ad esaltare i “potenti” (de che?) sembra sia la percezione dell’atteggiamento adulatorio dei gelatieri-cortigiani, che provocherebbe l’aumento dei livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che provoca una reazione piacevole ed euforizzante (d’altronde tra vecchi del mondo della gelateria ci si accontenta di poco, al massimo si fa uso di prosecco e viagra). L’“evoluzione” dei comportamenti umani e la diffusione del fenomeno, poi, ha fatto sì che adulatori, lecchini, ruffiani e leccaculo non siano più visti in modo negativo, anzi. Oramai sono tra noi, oggi anche occultati dai DPI d’ordinanza governativa.

Nei concorsi è incredibile notare l’assoluta incapacità di distinguere un buon gelato da parte degli addetti ai lavori che da anni spadroneggiano in questi eventi, col mio impegno ho potuto notare che però questa “dote” non è lasciata al caso ma anzi le vittorie di taluni sono spesso frutto di mercimonio o, peggio, meretricio. Praticamente puoi diventare qualcuno senza essere nessuno. Appari dal nulla e rimani sul palco perché il “mangiafoco” ha deciso così. Ora sei uno di loro, da salumiere (onore a questa professione) a gelatiere.
Molti concorsi poi, dispensano premi a tutti così nessuno rimarrà scontento. E’ la logica italiana, “dividi et impera”? Magari ma qui il ragionamento è molto più terra, terra. D’altronde inizi come salumiere, addivieni cavaliere e finisci ambasciatore di sta minchia!
Guai poi a commentare qualcuno senza l’approvazione del mammasantissimo, solo lui può cazzeggiare col microfono pilotando gli ignari o ignavi giurati. E’ un attore nato, in grado anche di sgorgare lacrime a comando.

Nell’ottavo cerchio, le prime due bolge ospitano tanti gelatai, rispettivamente, ruffiani e seduttori e gli adulatori (i leccaculo). Il comune denominatore delle due zone è il carattere particolarmente ignominioso della pena cui sono sottoposti i dannati: ruffiani e seduttori camminano nudi (senza quelle ridicole giacche bianche adornate di vari marchi) e percossi sul fondoschiena da demoni cornuti armati di fruste, formando due schiere che procedono in direzioni opposte, mentre gli adulatori sono immersi nello sterco e si colpiscono con le loro stesse mani.

Non vorrei dimenticare poi i vari consulenti, spesso di immagine o di cassetto. Nella loro carriera personale non hanno mai conseguito una emerita mazza ma dispensano consigli, spesso come ”fare nero” o si mostrano in giro nei salottini delle aziende dopo averla data al potente di turno o aver seguito l’ultimo corso di Frank Merenda. Emulatori di successo altrui.
Nessuna pietà per i bustaroli? Parliamone. Senza le buste non esisterebbe la gelateria moderna, brave le aziende che han deciso di sbarazzarsi dei “maestri” fuffaroli il bello è che tanti gelatieri ne parlano male ma son pieni i magazzini dei loro negozi, tranne rare eccezioni.
Eppure le aziende pagano, oooh se pagano: fior di quattrini per organizzare eventi, partecipare alle fiere, pubblicare inserzioni sulle riviste ma si lasciano condizionare dal “mammassantissimo” di turno o, peggio, si rendono ridicole ingannate dall’ultimo inetto premiato nel giro dei soliti noti. The show must go on, avanti con la prossima faccia fresca!

Rinascerò paraculo, te lo giuro!

Gusto dell’estate: leccaculo trattasi di un cioccolato amaro variegato al caramello attendo la ricetta di qualche “gran maestro” per pubblicarla qui.

Questo è tutto da sotto l’ombrellone, dove continuerò le vacanza interrotta per altre due settimane senza rompere le palle a nessuno, mi raccomando fate anche voi come me: leccatevi un bel gelato piuttosto che il culo di qualcuno!

Liberamente tratto dai miei ricordi ed arricchito dalle seguenti fonti:
il trionfo del leccaculo;
la filosofia del leccaculo;
Inferno canto XVIII;
il leccaculismo;
il leccaculo moderno.

2 commenti su “L’ottavo cerchio ed i vari Mangiafoco”

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