Le mie cene

Pizza di pane nero valdostano: il riciclo serio

Pane di segale fatto in casa con autolisi, poi trasformato in pizza marinara. Perché buttare il pane è una cosa che non faccio.

Set 2017
Pizza di pane nero valdostano: il riciclo serio
Tempo totale
360'
Tempo attivo
60'
Difficoltà
Tecnica
Resa
1 pizza 40×30 cm, 4 porzioni

Questa ricetta nasce da un contest — la seconda edizione de Lo Pan Ner, festa transfrontaliera che coinvolge Valle d’Aosta, Lombardia e Canton Grigioni, con tappa ad Aosta il 14 e 15 ottobre. L’Associazione Italiana Food Blogger ha aderito: realizzare il pane di segale valdostano secondo ricetta tipica, poi usarlo in una preparazione con ingredienti di altre regioni. Missione accettata.

Ho usato la tecnica dell’autolisi. Non per fare il figo — per avere un impasto liscio, elastico, malleabile. Il risultato: volume superiore, mollica più sviluppata, e una fermentazione alcolica durante la lievitazione che non ti aspetti da un pane di segale. La teglia di ghisa della tajine ha fatto il resto: forma regolare, cottura uniforme.

Il pane finito l’ho tagliato in quattro pezzi subito, prima che si rompesse da solo. Chi lavora con la segale sa di cosa parlo.

La pizza è la fase due: lo pan ner raffermo — insieme a sfilatini con strutto — diventa la base. Non un impasto finto. Una base vera, alta circa mezzo centimetro, croccante sotto e morbida sopra. Sopra ci va una marinara pulita: pomodoro, alici sotto sale, aglio, origano, olio a crudo all’uscita.

Il riciclo non è una scusa per fare le cose a metà. È un vincolo che ti obbliga a fare le cose meglio.

Rapporto di idratazione per la base: 50 g di acqua ogni 200 g di pane, più 10 g di pecorino romano ogni 200 g. Preciso. Sempre.

Procedimento

  1. Miscela le due farine di grano tenero (228 g tipo 0 + 182 g integrale) e setacciale per ossigenarle. Esegui l'autolisi: versa 410 g di acqua nella ciotola della planetaria, aggiungi le farine miscelate e lascia riposare circa 1 ora.
  2. Sciogli il sale in 30 g di acqua. Setaccia la farina di segale in un piatto separato. Stempera il lievito di birra in 30 g di acqua tiepida.
  3. Monta la foglia sulla planetaria KA. A velocità minima, inizia ad aggiungere la farina di segale con un cucchiaio. Quando l'impasto si asciuga, versa il liquido con il lievito.
  4. Quando l'impasto inizia ad incordare, sostituisci la foglia con il gancio rovesciando l'impasto. Continua ad aggiungere la farina di segale rimasta versando a filo l'acqua salata.
  5. A impasto completato, esegui un paio di pieghe a tre. Pirla leggermente la forma ottenuta, coprila con un panno umido e lascia lievitare in forno a temperatura ambiente per circa 3 ore.
  6. Preriscalda il forno statico a 220°C. Inserisci sul fondo un contenitore con acqua per mantenere umidità. Cuoci il pane nella teglia di ghisa della tajine per circa 45 minuti.
  7. Lascia raffreddare nel forno semi-aperto per circa 10 minuti. Sforma e taglia subito il pane in quattro pezzi per evitare che si rompa.
  8. Per la base pizza: taglia a cubetti di circa 2×2 cm il lo pan ner raffermo e gli sfilatini con strutto. Mescola bene. Per ogni 200 g di pane, aggiungi 50 g di acqua e 10 g di pecorino romano. Amalgama fino ad ottenere 2-4 panetti omogenei.
  9. Ungi completamente una teglia in alluminio 40×30 cm. Stendi l'impasto di pane in modo uniforme nella teglia.
  10. Distribuisci il pomodoro sull'impasto, aggiungi gli spicchi di aglio e i pezzetti di alici dissalate. Cuoci in forno statico già caldo a 220°C per circa 40 minuti.
  11. All'uscita dal forno, cospargi di origano e irrora con un filo di olio extra vergine di oliva a crudo. Servi subito.

L'autolisi richiede che le sole farine di grano tenero riposino con l'acqua — la segale entra dopo. Non invertire l'ordine. La teglia di ghisa garantisce una forma regolare e una crosta più uniforme. Il pane va tagliato appena fuori dal forno: la segale tende a rompersi se aspetti. Per la base pizza, il rapporto 50 g acqua / 200 g pane / 10 g pecorino è il punto di equilibrio: sopra si perde struttura, sotto rimane troppo asciutto.

Varianti ammesse

  • Sostituire gli sfilatini con strutto con pane bianco raffermo comune — la struttura regge, cambia leggermente il sapore.
  • Aggiungere olive nere denocciolate alla farcitura per una marinara più ricca.
  • Usare pomodoro pelato schiacciato a mano al posto della salsa per una texture più rustica.

Cosa non fare. Mai.

  • Non usare farina di segale decorticata al posto dell'integrale: cambia completamente l'assorbimento dell'acqua e l'intera idratazione va ricalcolata.
  • Non saltare l'autolisi per risparmiare tempo: con la segale integrale ottieni un impasto che non incorda mai correttamente.
  • Non cuocere senza il contenitore d'acqua sul fondo: la crosta si chiude troppo presto e la mollica rimane cruda.

1 commento

  1. Cinzia

    Ciao Renato, leggo con piacere questa uta ricetta che davvero mi giunge “nuova” e molto interessante!
    Il riciclo del pane (per l’occasione anche il pane nero) in questo modo è veramente geniale… mi capita spesso di avere del pane da riutilizzare, quindi GRAZIE per la bellissima ricetta! E grazie anche per la partecipazione

Lascia un commento