Dal 22 al 26 settembre Torino diventa il palcoscenico di Terra Madre Salone del Gusto. Parco del Valentino, Castello, Borgo Medievale, Torino Esposizioni: il solito circo di contadini, vignaioli, birrai, chef e presìdi da ogni angolo del pianeta. Il tema dell’edizione 2016 è «Voler bene alla terra» — biodiversità, orti scolastici, consumatori consapevoli, bambini che imparano a zappare. Slow Food fa Slow Food, lo sappiamo già.
Quello che invece non era scontato è questo: per la prima volta nella storia della manifestazione, via Po diventa ufficialmente Via del Gelato. E dietro questa operazione c’è un solo nome che conta: Alberto Marchetti.
Un gelatiere che ha capito prima degli altri
Marchetti non è uno che ha scoperto Slow Food ieri. Collabora con il movimento dal 2012 — quando la maggior parte dei gelatieri italiani ancora discuteva se usare i semilavorati o fingere di non usarli. Nel corso degli anni ha tradotto i Presìdi Slow Food in gelato con una coerenza che pochissimi si sono presi la briga di replicare: robiola di Roccaverano, farina bòna, fragola di Tortona, Ramassin della Val Bronda, cioccolato Chontalpa. Non è marketing. È ricerca, selezione, rispetto della materia prima.
Il suo gelato segue tre principi che in bocca a chiunque altro suonerebbero come uno slogan vuoto:
- Buono — perché le materie prime sono selezionate dai migliori produttori, non dal catalogo del fornitore più comodo.
- Pulito — ingredienti naturali, pochi, semplici, sempre dichiarati. Senza asterischi.
- Giusto — perché ogni scelta produttiva tiene conto della biodiversità, delle microimprese e del rispetto per chi lavora la terra.
Marchetti li chiama valori. Io li chiamo prerequisiti minimi per fare questo mestiere con dignità. La differenza è che lui li pratica davvero.
Via del Gelato: un laboratorio aperto nel cuore di Torino
Durante i cinque giorni del Salone, la gelateria di Marchetti si trasforma in un laboratorio pubblico: workshop, visite, conferenze, dibattiti. Non da solo — e questo è il dettaglio che merita attenzione, perché nel mondo della gelateria artigianale italiana la collegialità è rara come un pistacchio di Bronte non adulterato.
Al suo fianco ci saranno Brunelli, Soban, i gelatieri storici della Val Zoldo e altri colleghi che hanno qualcosa di concreto da raccontare. Non influencer del gelato. Non brand ambassador. Artigiani veri, con storie vere.
Una strada intera dedicata al gelato artigianale, a Torino, durante il più importante evento food del mondo. Se non capisci perché questo è rilevante, probabilmente stai ancora comprando il gelato al supermercato.
Marchetti ha tre negozi a Torino, uno ad Alassio, uno a Milano e altri punti in cobranding. È cresciuto in gelateria — non è un cuoco convertito, non è un imprenditore che ha fiutato il trend. È uno del mestiere che ha deciso di fare le cose per bene. Terra Madre è la vetrina giusta per uno così. Il resto è rumore.