Pistacchio: mercato mondiale e produzione italiana

Pistacchio-di-Bronte
Questo articolo sul pistacchio anticipa di qualche giorno la cronaca della mia visita a Bronte per visitare una coltivazione dal vivo.

E’ da un po’ di tempo che leggo in gruppi di “gelatieri” le numerose critiche sulla reale esistenza delle colture di pistacchio di Bronte per cui questo articolo vuole diffondere un po’ di dati relativi a questo particolare frutto in guscio, dai siciliani definito “oro verde”!

La produzione mondiale stimata (2012) di pistacchio è di circa 1 milione di tonnellate, così suddivise in termini percentuali:
– Iran, 47,0%
– USA, 23,0%
– Turchia, 14,9%
– Cina, 7,4%
– Siria, 5,7%
– Grecia, 1,0%
– Italia, 0,3%
– altri, 0,8
L’Italia produce meno di 3.430 tonnellate di pistacchio (fonte ISTAT: produzione in provincia di Catania) e ne importa poco meno di 10.000 tonnellate.
Le aree italiane dove si coltiva il pistacchio sono principalmente in Sicilia e, poi, in Basilicata:
– comuni di Bronte, Adrano e Biancavilla (CT)
– comune di Favara e Raffadali (AG)
– comune di San Cataldo (CL)
– comune di Stigliano (MT)

La raccolta del pistacchio di Bronte è, infatti, biennale e viene fatta negli anni dispari (tra agosto e settembre) per cui l’80% del pistacchio prodotto si riferisce ai soli anni dispari per cui l’effettiva disponibilità di pistacchio italiano dovrebbe essere di poco più di 1.715 tonnellate annue (qualcuno raccoglie anche nell’anno di scarico).
La raccolta è totalmente manuale direttamente dagli alberi facendo cadere i frutti e macchiandosi gli addetti, talvolta, della resina dei rami.

La maggior parte della produzione di Pistacchio di Bronte viene esportata (80%) per cui solo 343 tonnellate (annue) verrebbero consumate in Italia, considerando che una media gelateria consuma circa 200kg (due quintali ) di pistacchio l’anno, solo 1.715 di queste potrebbero usare il VERO pistacchio di Bronte. Tuttavia pare che solo il 15% venga consumato in gelateria, per cui ci sarebbero solo 514 kg…

Il 9 Giugno 2009 la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2009/C 130/09), ha pubblicato il disciplinare che conferisce al “Pistacchio verde di Bronte” la Denominazione di Origine Protetta (DOP).
Il 9 novembre 2010 si è costituito invece, il Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte DOP che oggi rappresenta una cinquantina di produttori
Il controllo del Pistacchio Verde di Bronte DOP è stato affidato alla CoRFilCarni di Mes­sina.

Pistacchio-Verde-di-Bronte-DOP
Logo del consorzio di tutela

Nell’ultimo raccolto 2017, i volumi in provincia di Catania sono 34.300 quintali (fonte ISTAT) anche se i dati sono annuali (?). In Sicilia, 38.650 quintali!

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