Porta il tuo contenitore, bring your own container

Ti sei mai chiesto quanta “spazzatura” cedi al cliente? Si, dico a te gelatiere o a te in quanto esercizio commerciale di gelateria.

In particolare, penso alle vaschette di polistirene/polistirolo espanso in cui ci si porta via il gelato per consumarlo a casa e sei costretto poi, a lavarlo prima di cestinarlo nella plastica.

Eppure l’art. 7 comma 1-bis della Legge n. 141/2019 che ha convertito il DL 14 ottobre n. 111 (DL Clima), ha formalizzato per la prima volta la possibilità per i consumatori di utilizzare i propri contenitori riutilizzabili per l’acquisto di prodotti alimentari: “Ai clienti è consentito utilizzare contenitori propri purché riutilizzabili, puliti e idonei per uso alimentare. L’esercente può rifiutare l’uso di contenitori che ritenga igienicamente non idonei”.

E se riducessimo i rifiuti di plastica monouso rendendo popolare la pratica di “Bring Your Own Containers” nelle gelaterie?

In Australia, BYO Containers è un movimento di base di privati cittadini che cercano di ridurre i rifiuti di plastica monouso divulgando la pratica Zero Waste dei contenitori BYO ai venditori di alimenti. Tutti i negozi alimentari possono essere coinvolti: macellai, pescivendoli, gastronomie, ecc da cui è nata l’iniziativa Trash less take away
In Svizzera c’è invece, reCIRCLE ancora più articolato ed organizzato.
A Singapore, c’è BYO.

Porta il tuo contenitore

Basterebbe adeguare il proprio manuale HACCP prevenendo tutti i possibili fattori di rischio dal punto di vista igienico-sanitario per evitare conseguenze indesiderate.

Va rilevato tuttavia che ad oggi, nonostante la norma citata, l’utilizzo di contenitori propri per l’acquisto di alimenti e bevande è una pratica poco diffusa e spesso ostacolata (specie in relazione al perdurare della situazione di emergenza sanitaria) che potrebbe essere promossa e incentivata a partire dalla predisposizione di “prassi igienico-sanitarie di riferimento” rivolte in particolare agli operatori del settore commerciale e agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

Ricordo inoltre, che il 74% degli Italiani ha già un’attenzione particolare per la sostenibilità, evitando gli sprechi quando ordina online e riflettendo sulle porzioni di cibo. Gli italiani si comportano sempre più in modo responsabile e sostenibile tuttavia, mostrano qualche perplessità soprattutto in termini di raccolta differenziata. Per esempio, se il 73% è consapevole del fatto che lo scontrino si butti nell’indifferenziata, dove vanno smaltite vaschette di alluminio o confezioni compostabili? E le sigle che identificano le diverse tipologie di plastica? (fonte: Osservatorio Just Eat)

La gelateria con le sue vaschette monouso in polistirene/polistirolo contribuisce non poco alla cessione di plastiche verso il consumatore suo cliente tuttavia, comprendo la difficoltà di cambiare contenitore salvaguardando l’igiene del prodotto-gelato e la spatola/porzionatore utilizzati per il servizio di riempimento. La frase “si è sempre fatto così” anche questa volta non è opportuna, ti lascio un bel video istruttivo sulla dispersione della micro-plastiche nell’ambiente.

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